Areoporto di tel aviv : due ore di coda. la solita turista (ebrea) urla "Vergogna!!!!" come non si permetterebbe mai a New York . Ma tanto questa è casa sua , no ?? ( No) .
Leggo in aereo: da Washington giunge la richiesta di bloccare totalmente la costruzione di nuove case nei territori, altrimenti.... La tensione è altissima. Chiusura totale dei territori ( x i palestinesi) , si teme l'inizio della terza intifada.Tom Friedman dice che Bibi guida il Paese come fosse ubriaco. Macchè. Guida come i vecchi che mettono la freccia a destra e girano a sinistra e viceversa ,che viaggiano lenti, impauriti, e si fermano di botto, si sbagliano con le marce.
Caos all'apertura di H&M in un centro commerciale a Tel Aviv. File di ore.
mi guardo allo specchio del bagno dell'aereo. Mi vedo vecchia, brutta. Mi consolo dicendomi che sono i peggiori specchi del mondo, con la peggiore luce , fatti apposta per farti uscire in fretta, e far entrare il prossimo.
Ho gli occhi rossi, un occhio, uno solo, mi lacrima. Il trucco è sbavato.
A milano prendo il treno, in due ore sono a Padova , al Policnico.
La Silvana mi riconosce , è felice di vedermi, ma non riesce a parlare. é coscente, intrappolata nel corpo.
La Luisa , a casa sua , è distesa a letto.
Ha dolori forti, chiaramente. Le preparo la cena e gliela porto a letto. Poi vado da Sandro e Margherita, sani, belli: amici ,ormai fratelli di una vita.
Scrivo a casa che sto diventando Madre Teresa di Calcutta, che se non stanno attenti divento troppo buona.
Avraham non risponde. Eyal , il mio tenero Eyal, risponde che lo ero già (buona).
Michal deve essere in tribunale, la sentirò più tardi.
in queste situazioni , in cui sento la vita così fragile, tendo la rete. vedo che ci siano tutti , che stiano bene. da domani non so se avrò il computer. Questo è quello di Margherita. Da domani dormo a casa.
martedì 16 marzo 2010
domenica 14 marzo 2010
Padova
Mezz'ora fa mi hanno telefonato per dirmi che una mia vecchia amica , la Silvana, sorella di una mia compagna di scuola morta giovanissima, ha avuto un terribile ictus ed è rimasta semiparalizzata. Le prossime ore sono quelle critiche.
È stata distesa per terra da giovedì pomeriggio fino a venerdì mezzogiorno quando è arrivata la donna.
E così parto, influenzata , un pò malmessa, ma parto.
Alle sette e quaranta ho già il volo e adesso mi preparo due cose , me le metto in borsa e provo a fare un pisolino.
A Padova vado a dare una mano a un'altra amica , la Luisa , che ha avuto la bella idea di rompersi due vertrebre e deve stare distesa a letto per un mese.
La Marcella , una terza amica, non ce la fa più a correre dall'una all'altra.
È stata distesa per terra da giovedì pomeriggio fino a venerdì mezzogiorno quando è arrivata la donna.
E così parto, influenzata , un pò malmessa, ma parto.
Alle sette e quaranta ho già il volo e adesso mi preparo due cose , me le metto in borsa e provo a fare un pisolino.
A Padova vado a dare una mano a un'altra amica , la Luisa , che ha avuto la bella idea di rompersi due vertrebre e deve stare distesa a letto per un mese.
La Marcella , una terza amica, non ce la fa più a correre dall'una all'altra.
fine settimana
Continua il caldo, un caldo, grigio, sabbioso , un "hamsin" che di certo proviene dal deserto e rende il cielo tra il rosa e l'azzurino , io ho ormai la febbre , ma non riesco a stare a letto, le lenzuola mi si attaccano addosso ma non ho voglia di accendere l'aria condizionata. Troppo presto.
Dalla finestra ho visto passare come un fulmine il solito Hassid che gira in roller skates , tenendo in una mano la bandiera gialla del Rabbi di Lubavich e nell'altra il telefono ben incollato all'orecchio
Rileggo con calma , senza cinque nipoti urlanti tra i piedi , i giornali del fine settimana: parlano in gran parte della grande "fashla " (parola che non ha una vera e propra traduzione ma che vuol dire più o meno grande e stupido errore) compiuta dal governo israeliano , della reazione furibonda del governo americano , l'ultimo nostro amico,di una Hillary Clinton urlante.
Cominciano anche loro a capire come funziona il nostro caro Bibi e la nostra amata zarina Sara.(Ci vorrebbero forzare a fare la pace, come si fa con i bambini all'asilo, e noi niente, si continua a preferire l'eterno status quo dove non camba mai niente, fino all'esplosione ).
In un'altra pagina Gidon Levi racconta di un bambino di 11 anni, El Amir, che è stato arrestato di notte. Il fermo è durato otto giorni.
Mi è capitato, una volta ,di vedere una camionetta con due bambini arrestati, l'ho seguita, fotografandola, fino a Gerusalemme. Non che sia servito a qualcosa.
D'altra parte , due soldati sono sotto processo per aver usato un bambino di nove anni come scudo unmano. E anche questo è Israele.
p.s. i bambini di cui parlavo (tranne i miei nipoti) sono palestinesi, naturalmente.
Dalla finestra ho visto passare come un fulmine il solito Hassid che gira in roller skates , tenendo in una mano la bandiera gialla del Rabbi di Lubavich e nell'altra il telefono ben incollato all'orecchio
Rileggo con calma , senza cinque nipoti urlanti tra i piedi , i giornali del fine settimana: parlano in gran parte della grande "fashla " (parola che non ha una vera e propra traduzione ma che vuol dire più o meno grande e stupido errore) compiuta dal governo israeliano , della reazione furibonda del governo americano , l'ultimo nostro amico,di una Hillary Clinton urlante.
Cominciano anche loro a capire come funziona il nostro caro Bibi e la nostra amata zarina Sara.(Ci vorrebbero forzare a fare la pace, come si fa con i bambini all'asilo, e noi niente, si continua a preferire l'eterno status quo dove non camba mai niente, fino all'esplosione ).
In un'altra pagina Gidon Levi racconta di un bambino di 11 anni, El Amir, che è stato arrestato di notte. Il fermo è durato otto giorni.
Mi è capitato, una volta ,di vedere una camionetta con due bambini arrestati, l'ho seguita, fotografandola, fino a Gerusalemme. Non che sia servito a qualcosa.
D'altra parte , due soldati sono sotto processo per aver usato un bambino di nove anni come scudo unmano. E anche questo è Israele.
p.s. i bambini di cui parlavo (tranne i miei nipoti) sono palestinesi, naturalmente.
venerdì 12 marzo 2010
che caldo che fa
Brutte , bruttissime giornate. Malgrado il caldo, quasi insopportabile , ( ieri c'era un'afa spaventosa e quasi quaranta gradi) , ieri sono andata a far la spesa al Shuk Ha Carmel , il mercato di Tel Aviv , ma sono tornata quasi subito a casa , non ce la facevo proprio, mi è venuto mal di schiena, ,mal di testa, mal di tutto, così mi son buttata a letto, mi sono accesa l'aria condizionata , e ho guardato dormicchiando uno di quei programmi un pò cretini che arrivano dall'America.
È così che riesco a fuggire dalla realtà.
Ogni giorno mi arrivano notizie dall'Italia –sempre più preoccupanti- e ogni giorno vedo che cosa succede qui.
Questa notte mi son sognata che mi avevano rotto la porta di casa, erano entrati i ladri e mi avevano rubato quello che avevo.
E non ci vuole un gran Freud per capire perchè l'ho sognato.
Siamo ostaggi dei coloni , dei razzisti, dei pavidi, della moglie di Bibi, la zarina Sara , che dietro le quinte fa il buono e il cattivo tempo, di gente che non riesce a guardare lontano, solo fino a dietro l'angolo, alle prossime elezioni , al prossimo possibile guadagno ,eppure la verità la sanno tutti, eppure anche loro hanno figli e nipoti e dovrebbero preoccuparsi per il loro futuro. Siamo ostaggi di una politica che non accetto e che devo democraticamente subire da quarant'anni.
Dopo le ultime dichiarazioni di Eli Ishai , il vice di Obama , durante la sua visita, ha dichiarato, furibondo, ( vedi il post di alcuni giorni fa) che siamo un pericolo anche per loro, per i loro soldati in Iraq.
Io penso che siamo sopratutto un gran pericolo per noi stessi. E alla fine per il mondo. I colloqui con i Palestinesi ,che dovevano iniziare, sono falliti ancora prima di partire.
Tra un pò saranno loro che si rifiuteranno di negoziare con noi.
E aspetteranno , con calma , di diventare la maggioranza..
È così che riesco a fuggire dalla realtà.
Ogni giorno mi arrivano notizie dall'Italia –sempre più preoccupanti- e ogni giorno vedo che cosa succede qui.
Questa notte mi son sognata che mi avevano rotto la porta di casa, erano entrati i ladri e mi avevano rubato quello che avevo.
E non ci vuole un gran Freud per capire perchè l'ho sognato.
Siamo ostaggi dei coloni , dei razzisti, dei pavidi, della moglie di Bibi, la zarina Sara , che dietro le quinte fa il buono e il cattivo tempo, di gente che non riesce a guardare lontano, solo fino a dietro l'angolo, alle prossime elezioni , al prossimo possibile guadagno ,eppure la verità la sanno tutti, eppure anche loro hanno figli e nipoti e dovrebbero preoccuparsi per il loro futuro. Siamo ostaggi di una politica che non accetto e che devo democraticamente subire da quarant'anni.
Dopo le ultime dichiarazioni di Eli Ishai , il vice di Obama , durante la sua visita, ha dichiarato, furibondo, ( vedi il post di alcuni giorni fa) che siamo un pericolo anche per loro, per i loro soldati in Iraq.
Io penso che siamo sopratutto un gran pericolo per noi stessi. E alla fine per il mondo. I colloqui con i Palestinesi ,che dovevano iniziare, sono falliti ancora prima di partire.
Tra un pò saranno loro che si rifiuteranno di negoziare con noi.
E aspetteranno , con calma , di diventare la maggioranza..
mercoledì 10 marzo 2010
chi è????
mi è arrivato da due fonti diverse: ecco l'indovinello:
Durante la sua carriera si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo uno come lui...). Fra tali delitti ricordiamo la soppressione della libertà, della giustizia, dei diritti costituzionali del popolo...
Delitti che furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché lui era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani). Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto. Lui,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo.
Presso un popolo onesto e libero, sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Capo. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita.
...
Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare.
Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando.
Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Elsa Morante su Benito Mussolini, 1° maggio 1945
Pagina pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.
Durante la sua carriera si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo uno come lui...). Fra tali delitti ricordiamo la soppressione della libertà, della giustizia, dei diritti costituzionali del popolo...
Delitti che furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché lui era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani). Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto. Lui,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo.
Presso un popolo onesto e libero, sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Capo. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita.
...
Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare.
Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando.
Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Elsa Morante su Benito Mussolini, 1° maggio 1945
Pagina pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.
Ajami
Scandar Copti, co-regista del film Ajami nominato per l'Oscar ha dichiarato a Los Angeles che non sente di rappresentare Israele" non posso rappresentare un paese che non mi rappresenta" ha detto, con un ragionamento che non fa una grinza.
.La destra israeliana è immediatamemte esplosa e il Ministro della Cultura Limor Livnat lo ha avoccusato di ingratitudine , visto che il film è stato finanziato anche
dallo Stato.
Copti non fa parte di alcun movimento islamico e non è nato e vissuto in un villaggio in Galilea .È di Yaffo , praticamente Tel Aviv , ha 35 anni , ha studiato in Israele , è un palestinese israeliano , non ha nulla di diverso da qualsiasi ragazzo ebreo israeliano , e ciò malgrado non si sente totalmente integrato.
In un'intervista al giornale Haaretz, Abir Kopty, 34 anni, un altro giovane e colto israeliano palestinese parla, numeri e fatti alla mano, della della sua sensazione .del suo sentirsi parte di uno Stato che lo discrimina nel lavoro , nelle condizioni di vita..
E poi aggiunge : " molti anni fa abbiamo deciso di legare il nostro destino a quello dello Stato di Israele , vogliamo essere uguali e contemporaneamente differenti , e vogliamo che capiate che questo Stato è stato creato sulle rovine del nostro popolo.
Joe Biden ( il vice di Obama) è qui ma neanche si sogna di parlare con noi .
Nessuno ci ascolta , nessuno ci vede, siamo trasparenti"
Quanto a me,conosco palestinesi israeliani, ho amici palestinesi israeliani. E sono certa che la famosa bomba iraniana fa la stessa paura a loro e a noi ..
.
.La destra israeliana è immediatamemte esplosa e il Ministro della Cultura Limor Livnat lo ha avoccusato di ingratitudine , visto che il film è stato finanziato anche
dallo Stato.
Copti non fa parte di alcun movimento islamico e non è nato e vissuto in un villaggio in Galilea .È di Yaffo , praticamente Tel Aviv , ha 35 anni , ha studiato in Israele , è un palestinese israeliano , non ha nulla di diverso da qualsiasi ragazzo ebreo israeliano , e ciò malgrado non si sente totalmente integrato.
In un'intervista al giornale Haaretz, Abir Kopty, 34 anni, un altro giovane e colto israeliano palestinese parla, numeri e fatti alla mano, della della sua sensazione .del suo sentirsi parte di uno Stato che lo discrimina nel lavoro , nelle condizioni di vita..
E poi aggiunge : " molti anni fa abbiamo deciso di legare il nostro destino a quello dello Stato di Israele , vogliamo essere uguali e contemporaneamente differenti , e vogliamo che capiate che questo Stato è stato creato sulle rovine del nostro popolo.
Joe Biden ( il vice di Obama) è qui ma neanche si sogna di parlare con noi .
Nessuno ci ascolta , nessuno ci vede, siamo trasparenti"
Quanto a me,conosco palestinesi israeliani, ho amici palestinesi israeliani. E sono certa che la famosa bomba iraniana fa la stessa paura a loro e a noi ..
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martedì 9 marzo 2010
... only in America.....
Il duello sulla beatificazione di Pio XII vede protagonisti a New York un ebreo e un cattolico, a parti invertite. L'ebreo è Gary Krupp, titolare di una fondazione di Long Island che da quando venne dichiarato "cavaliere" da Giovanni Paolo II ha dedicato tempo, fatica e risorse per raccogliere prove sul "salvataggio di 860 mila ebrei da parte di Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale". Il cattolico invece è il prete John Pawlikowski, fra i fondatori del Museo dell'Olocausto a Washington, che dedica tempo, fatica e risorse a convincere il Vaticano a "non associarsi alla assai dubbia competenza di Krupp sull'argomento". Solo in America. Maurizio Molinari,
giornalista
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